Claudio Baglioni, il “suo” Sanremo: l’uomo che non ti aspetti
Claudio Baglioni non ha mai presentato un programma televisivo, non
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Forbes ogni anno pubblica le annuali classifiche sugli uomini
A 36 anni e sette mesi Roger Federer è il più anziano numero uno del Ranking Atp di tutti i tempi. Lo svizzero ci è riuscito giocando a sorpresa l’Atp di Rotterdam, gli bastavano i quarti di finale: lui ha vinto direttamente il torneo, il n.97 di una carriera impossibile da descrivere con meri numeri.
Venti volte campione Slam, King Roger ha scritto una nuova pagina indelebile nella storia di questo sport, abbattendo un record che sembrava fosse impossibile da raggiungere, soprattutto per lui che 12 mesi fa circa arrivava da sei mesi e più di inattività.
Fra tutti i record possibili quello che sembrava potesse essere l’ostacolo maggiore era proprio diventare a quasi 37 anni il numero uno, dopo la stagione disputata da Nadal e la Next Gen emergente. Ma entrambi gli ostacoli non sono stati abbastanza per il fresco vincitore degli Australian Open, che ora sembra nemmeno volersi fermare per Dubai, prima del bis americano fra Indian Wells e Miami.
Il successo di questo tennista ha radici molto profonde e lo si evince da ogni stadio del mondo presso cui mette piede. Una brava persona, un professionista esemplare, un avversario leale, un talento infinito. Un mix di ingredienti che lo hanno portato nell’Olimpo di ogni classifica, compreso quello relativo alla classifica degli sportivi più pagati di sempre.
Anche da questo dato però è possibile risalire alla popolarità dello svizzero, amato e pagato da decine di sponsor perché innanzitutto amato dai loro clienti, noi. Perché molto difficile essere così vincente e così amato allo stesso tempo: chi domina stanca e finisce per essere “odiato“. Eppure, anche chi non capisce nulla di tennis, lo conosce e a pelle lo ammira.
Un padre di famiglia che organizza la propria stagione in base ai figli e che sposta la data del ritiro in base “alla volontà di mia moglie di viaggiare“, ribadendo che quando non ne avrà più voglia e forza lascerà per sempre la racchetta.
Un giorno che si prega affinché giunga il più tardi possibile.
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