Matteo Salvini: quattro curiosità sul politico italiano più popolare di Facebook
Matteo Salvini è uno dei politici più controversi dell’attuale scena
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Ha sconvolto il mondo del tennis, con un cognome che
Gianfranco Fini è di nuovo nei guai. L’ultimo mattone sulla sua caduta l’ha data la magistratura. L’ex leader di Alleanza Nazionale è, infatti, indagato per riciclaggio. E’ questo il capitolo finale di una discesa all’inferno che sembra non avere fine. Sono ormai sette anni che l’ex pupillo di Almirante è sprofondato. Ma quali sono stati gli errori commessi? Ripercorriamoli uno ad uno.
Lo scioglimento di Alleanza Nazionale per confluire nel Pdl è stato l’inizio della fine. La mossa è stata condivisa da tutti i maggiori esponenti del partito di allora, ma, vista la poca sintonia che Fini aveva con Berlusconi, era palese che la convivenza non potesse durare. Infatti, appena è stata sancita la rottura, Fini ha dovuto ricostruire un partito da capo e senza quella base forte che aveva in precedenza.
Una donna può dare forza ad un uomo, ma anche distruggerlo. Elisabetta Tulliani sembra appartenere al secondo tipo. Sette anni fa, Vittorio Sgarbi, in un’intervista al Corriere della Sera, così definiva il rapporto tra Fini e la sua compagna: “Se diventi il compagno stabile della Tulliani dimostri l’incapacità di capire la natura delle persone“.
Del resto, tutti i guai giudiziari d Fini, compreso l’ultimo, sono nati a colpa della famiglia Tulliani. Questo è un dato di fatto.
Il terzo errore di Fini è stato rompere con Berlusconi. All’epoca, il Cavaliere era in fase discendente, mentre l’allora Presidente della Camera aveva il vento in poppa. Il problema è che non aveva una base politica solida su cui fare affidamento. Da questo momento in poi sono iniziati una serie di errori strategici che ne hanno condizionato la caduta.
Fini ha acceso la miccia di una crisi politica in un momento di profonda crisi per il Paese. Gli italiani si sono sentiti traditi da quella scelta. L’allora Presidente della Camera ha dato instabilità al governo in un momento storico in cui tutti volevano certezze.
Il popolo italiano questo non glielo ha perdonato.
Fini, nel momento in cui decise di separarsi da Berlusconi, voleva formare un centrodestra repubblicano, laico, giustizialista, aperto sui temi dei diritti civili e dell’immigrazione. Il problema è che, invece di rimanere appunto, a destra, se ne andò verso sinistra, alleandosi con Rutelli e Casini. Di fatto, quel voltafaccia ai valori che lui stesso voleva portare (non si può essere laici alleandosi con l’Udc, non si può essere di destra, se ci si mette con uno di sinistra), gli ha fatto perdere tutto il credito accumulato fino a quel momento.
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