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Roberto Baggio: 50 anni da “Divin Codino” in 10 date

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Roberto Baggio il 18 febbraio ha compiuto 50 anni. Da molti considerato il miglior calciatore italiano degli ultimi trent’anni, il “Divin Codino” ha fatto innamorare milioni di appassionati in giro per il mondo. Sesto di otto figli, è sempre stato un giocatore capace di dividere: amatissimo dai tifosi di tutto il mondo, odiato dai suoi allenatori.
Ripercorriamo la sua storia in dieci date che ne hanno segnato la carriera.

5 giugno 1983

Debutta da professionista con la maglia del Lanerossi Vicenza, all’epoca in C1 contro il Piacenza. La gara si disputa al Menti e i padroni di casa escono sconfitti 1-0.
Il primo gol da professionista verrà siglato, invece, il 3 giugno 1984 in un 3-0 contro il Brescia.

21 settembre 1986

E’ la data d’esordio in serie A con la maglia della Fiorentina. L’avversario era la Sampdoria. La settimana dopo subì il secondo infortunio grave della sua carriera (lesione al menisco del ginocchio destro) che lo costringe ad un altro stop.
Il primo infortunio lo colpì il 5 maggio 1985  (legamento crociato anteriore e menisco del ginocchio destro). Dovette stare fermo per più di un anno. Il Professor Busquets, che lo operò a Saint Etienne, fu costretto a suturargli la gamba con 220 punti.

10 maggio 1987

Quel giorno,  Baggiò (tornato in campo dopo il secondo grave infortunio), segnò il suo primo gol in serie A contro il Napoli. La gara terminò 1-1. Quel pareggio permise alla Fiorentina di salvarsi aritmeticamente. Con la Viola mise a segno 55 reti in 136 gare. Il rimpianto è quello di non aver vinto nulla. Perse la finale Uefa del 1990 contro la Juvrntus.

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16 novembre 1988

Debutta in nazionale con il ct Azeglio Vicini nel match vinto contro i Paesi Bassi per 1-0. La gara era un’amichevole organizzata per festeggiare il 90º anniversario dell’istituzione della FIGC. Nell’occasione, il “Divin Codino” fornisce a Vialli l’assist per il gol vittoria.

22 aprile 1989

Sigla su punizione il suo primo gol in Nazionale in una gara amichevole con l’Uruguay. Il match termina 1-1. Alla fine le reti in maglia azzurra saranno 27 in 56 presenze. E’ il quarto marcatore della storia dietro Riva, Meazza e Piola. Con l’Italia ha disputato tre mondiali (1990-94-98) segnando in ognuno di essi, unico italiano a riuscire nell’impresa. Vanta un argento (Usa 1994) e un bronzo (1990) mondiali.

18 maggio 1990

La Juventus lo acquista per 18 miliardi di lire. I tifosi della Fiorentina scendono in piazza manifestando contro il presidente Pontello, ma l’accordo ormai è fatto. Baggio rimane scosso da quel trasferimento perchè non voleva lasciare Firenze. Come narrò il suo procuratore, Caliendo, qualche tempo dopo, “in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via”.
Quel gesto sottolinea anche i valori umani di Roberto.

19 giugno 1990

Si gioca Italia-Cecoslovacchia, ultima gara del gironcino di Italia 90. Minuto 78: Baggio, a centrocampo, chiede la triangolazione a Gianni, supera un avversario, entra in area, finta su un altro difensore e batte il portiere avversario. E’ questo, a detta di molti il suo gol più bello dei 318 siglati tra maglie di club e nazionale.

28 dicembre 1993

Roberto Baggio vince il Pallone D’Oro. La giuria lo premiò per la sua stagione strepitosa che lo portò a conquistare una Coppa Uefa, manifestazione in cui segnò 6 reti. La doppietta a Dortmund, nella finale di andata contro il Borussia, fu il sigillo su quella stagione.
Il “Divin Codino” ottenne 142 preferenze, stracciando la concorrenza di Dennis Bergkamp (83 voti) ed Eric Cantona (34).

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17 luglio 1994

E’ la data della più grande delusione sportiva di Roberto Baggio. Allo Stadio Pasadena di New York si gioca la finale del mondiale tra Brasile e Italia. Il campione di Caldogno ha trascinato gli azzurri in finale, siglando cinque reti dagli ottavi in poi tra Nigeria, Spagna e Bulgaria. Proprio in quest’ultima gara, però, rimedia uno stiramento. Contro Romario e compagni non è, quindi, al massimo. La gara si protrae fino ai rigori. Per l’Italia sbagliano Baresi e Massaro. Quando Baggio si presenta per l’ultimo tiro, deve segnare e sperare che Pagliuca pari il successivo per poter continuare a sperare. Invece calcia altissimo.
In molti, nel proseguo della sua carriera gli hanno rinfacciato quell’errore, dimenticando che, se l’Italia arrivò seconda, fu merito suo.

16 maggio 2004

Stadio San Siro, Milan-Brescia, minuto 85. Roberto Baggio viene sostituito da Giuseppe Colucci. E’ il suo addio al calcio. Lo stadio si alza tutto in piedi per tributagli il giusto omaggio. Chiude a 36 anni una carriera strepitosa a cui, è mancato solo il grande trionfo (leggasi mondiale o Champions League).

 

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